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Notifica tramite PEC: quando è nulla?

Come un fulmine a ciel sereno ti è piombata in testa una cartella esattoriale

Magari fa riferimento ad un’imposta/scadenza che avresti “bucato”, ma che non riesci davvero a ricordare…

Che fare, allora?

Potresti impugnarla, se presenta uno dei cosiddetti vizi di forma. Ad esempio, la notifica che non ha rispettato la prassi prevista dalla legge.

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Il reddito di cittadinanza può essere pignorato?

Forse è stata recapitata in formato cartaceo, ed il messo l’ha consegnata nelle mani sbagliate perché andava di fretta. Oppure ti è stata inoltrata tramite Posta Elettronica Certificata, l’allegato era nel formato corretto, ma l’email del mittente NON è presente nell’Indice Nazionale degli Indirizzi della Pubblica Amministrazione (IPA).

La prima sentenza a definire questa casistica foriera di annullamento della cartella è stata la n.379 del 2019 emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Perugia.  A seguire la numero 5232 del 2020 (Commissione Tributaria Provinciale di Napoli) e, contestualmente, la n.2799 del 2020 della Commissione Tributaria di Roma.

La redazione 

 

 

 


 

 

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Il reddito di cittadinanza può essere pignorato?

Tutto è relativo, in caso di controversie tra creditori e debitori

Infatti, a parte i beni mobili ed immobili classificati come impignorabili, le altre proprietà ed introiti monetari possono essere aggrediti in misura e modalità che di volta in volta viene stabilita dal tribunale competente. A fare la differenza, al di là delle regole fissate per legge, è il contesto e la condizione specifica ed individuale del debitore.

Ciò spiega, ad esempio, le diverse vedute del Tribunale di Trani e del Ministero del Lavoro in materia di reddito di cittadinanza.

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Cartelle esattoriali: cosa dobbiamo aspettarci dalla primavera?

Il foro pugliese, con sentenza n.6028 di luglio 2020 ha dichiarato pignorabile il reddito di cittadinanza in quanto non rientra negli introiti di carattere alimentare. Questi ultimi, infatti, sono intoccabili da parte del creditore (articolo 545 del Codice di Procedura Civile).

Contestualmente il tribunale ha specificato che il pignoramento del reddito di cittadinanza NON è vincolato al tetto massimo di un quinto. La sentenza è scaturita dalla richiesta di alimenti avanzata da una donna nei confronti dell’ex marito.

Dal canto suo, il Ministero del Lavoro, attraverso la nota 1631 del 2020 ha equiparato il reddito di cittadinanza alla maternità, in quanto assegno finalizzato al contrasto della povertà. Tale orientamento, comunque, rappresenta un suggerimento interpretativo privo di efficacia vincolante.

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La redazione 


 

 

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Cartelle esattoriali: cosa dobbiamo aspettarci dalla primavera?

Il 28 febbraio si avvicina…

Blocco-cartelle-esattoriali…e con questo il prepotente ritorno alla ribalta della questione dei debiti congelati. Chiudendosi il mese con una domenica, l’invio delle cartelle esattoriali ed il pagamento di quelle già notificate, dovrebbero ripartire il 1° marzo. È però sotto gli occhi di tutti che la situazione economico-sociale è rimasta invariata, rispetto a quando era stato nuovamente prorogato il blocco fiscale.

Da parte del neonato Governo Draghi, attualmente non è arrivata alcuna dichiarazione in merito, il che sembrerebbe far presagire lo stop ad ulteriori proroghe.

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Non toccate quell’IBAN

È importante quindi, ricordare quali e quante sono le scadenze da tenere d’occhio, nel breve e medio termine.

Il 1° marzo si parte con i pagamenti relativi a rottamazione ter e saldo stralcio che sarebbero dovuti essere saldati lo scorso anno, prima che venisse deciso dal governo il primo blocco.

Le successive scadenze, per la rottamazione ter ed il saldo e stralcio sono 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre. A queste, per chi si è visto va aggiunto, per chi si è visto accordare il secondo, il 31 marzo.

Finora le cartelle “congelate” hanno raggiunto quota 35 milioni circa, e gli avvisi 16 milioni.

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