Notizie

Che fine ha fatto il Decreto Ristori 5?

All’orizzonte ancora non si vede un nuovo Governo…

Decreto-Ristori-5…ed i provvedimenti varati dal precedente sono sospesi a mezz’aria, in una sorta di limbo dall’esito incerto. Ed intanto siamo già, quasi, a metà febbraio: a breve scadranno numerose ulteriori proroghe decise nei mesi scorsi in chiave anti-Covid19.

Leggi anche

L’azienda era chiusa, ma non per l’Inps. Dopo 15 anni pretende i contributi

Un esempio? Il Decreto Ristori 5, quello che ha sancito il congelamento dell’invio di cartelle esattoriali fino al 28 febbraio, non ha visto la luce, per il momento.

Nelle scorse settimane erano trapelate anticipazioni sul contenuto del testo, tra cui la rottamazione quater dei debiti verso Agenzia delle Entrate Riscossione, che comporterebbe la cancellazione degli interessi di mora e delle sanzioni per il pagamento in ritardo.

Ti potrebbe interessare

Pignoramenti e ricerca telematica

La redazione

 

 


L’azienda era chiusa, ma non per l’Inps. Dopo 15 anni pretende i contributi

Se analizzato attraverso la lente del buonsenso, qualunque problema può essere affrontato e tamponato

Annullamento-debito-Agenzia-Entrate-RiscossioneAnche se riguarda un debito da quasi 90mila euro che ti piomba in testa con l’imprevedibilità di un fulmine nel bel mezzo di una giornata assolata.

Così, un artigiano ex titolare di un’azienda di impianti elettrici della provincia di Forlì si è visto richiedere da Agenzia delle Entrate Riscossione 84mila euro relativi alla sua attività di imprenditore conclusasi ormai dal 2006.

Ti potrebbe interessare 

Umbria, cancellate cartelle per 130mila euro: il debito era scaduto

L’uomo, all’epoca, aveva seguito l’iter burocratico inerente la chiusura dell’azienda artigiana, e successivamente era stato assunto come lavoratore dipendente.

Per qualche inspiegabile motivo, però, l’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) era all’oscuro di tutto, e così, ad un certo punto, ha preteso il pagamento di ben 15 anni di cartelle esattoriali.

Ovviamente il contribuente si è rivolto ad un legale, ed attraverso questo ha chiesto e ottenuto la cancellazione retroattiva (a partire dal 31 dicembre 2006) delle cartelle notificate. La questione si è così risolta senza che venisse coinvolto il tribunale.

Un esempio, questo, di come una questione fiscale potenzialmente delicata ed a rischio di “pantano burocratico”, possa essere sbrogliata facilmente se ambo le parti collaborano.

La redazione

 

Clicca qui per verificare se hai  debiti con Agenzia delle Entrate Riscossione

 

Richiesta Equitalia https://form.jotformeu.com

 


Umbria, cancellate cartelle per 130mila euro: il debito era scaduto

Agenzia delle Entrate Riscossione può bussare alla tua porta in qualunque momento?

No, perché esiste una cosa chiamata prescrizione, che gioca a favore del contribuente. Sempre più spesso vengono emesse sentenza che sanciscono l’annullamento di cartelle dall’importo anche cospicuo, in quanto…viziate.

Può trattarsi, appunto, di decorrenza dei termini, o di altri elementi rilevanti ai fini della formazione o del contenuto del debito, che vengono indicati in maniera lacunosa dall’ente riscossore.

Leggi anche

L’ultimo episodio, in ordine ti tempo, si è verificato in Umbria, dove un imprenditore ha ottenuto la cancellazione di varie cartelle notificate tra il 2013 ed il 2017  per un ammontare complessivo di 127mila euro. A pronunciarsi in suo favore è stata la Commissione Tributaria Provinciale.

Il contribuente, titolare di un’azienda alimentare operante nella media distribuzione, si era visto ipotecare la casa in cui viveva, e il capannone dove aveva sede la sua attività.

La decisione della Commissione Tributaria Provinciale è stata motivata con il fatto che le cartelle emesse fino al 2015, in virtù della rottamazione, riguardavano cifre non più esigibili.

La redazione 

Clicca qui per verificare se hai  debiti con Agenzia delle Entrate Riscossione

 

Richiesta Equitalia https://form.jotformeu.com