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Cartelle esattoriali: nuovo rinvio in zona Cesarini

Hai un debito con il Fisco?

Sospensione-31-gennaio-cartelleUn decreto legge varato nei giorni scorsi ha concesso qualche giorno in più di respiro (o forse, in realtà, bisognerebbe parlare di limbo?) a chi era già stato “graziato” dal blocco deciso a marzo 2020 causa pandemia.

Una nota del Governo ha precisato che la sospensione delle notifiche riguarda non solo le comunicazioni in uscita da Agenzia delle Entrate Riscossione (accertamenti, contestazioni, recupero dei crediti d’imposta, rettifiche…), ma anche i pagamenti dovuti dai contribuenti in riferimento alle pendenze fiscali congelate lo scorso anno.

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Una decisione, questa, che dovrebbe essere propedeutica ad una riorganizzazione del processo di riscossione incentrata sulla “diluizione” del debito in più rate, così da renderle sostenibili.

A prescindere da ciò che verrà deciso, Ernesto Maria Ruffini, direttore di Agenzia delle Entrate Riscossione, ha già ribadito la necessità di notificare gli atti fiscali ai contribuenti indebitati, perchè va garantito il loro diritto ad essere informati.

Intanto, sulla sorte delle cartelle esattoriali – e soprattutto dei contribuenti indebitati – pende una spada di Damocle chiamata crisi di governo. Infatti, non è ancora dato sapere cosa succederà dopo che Conte chiederà la fiducia a Camera e Senato.

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La macchina fiscale pronta a rimettersi in moto? Sì, no, forse

Cartelle-esattortiali-202118 gennaio: chi ha un debito dovrebbe segnarsi questa data

Lunedì prossimo, infatti, circa 50 milioni di avvisi di accertamento e cartelle esattoriali partiranno dalle varie filiali di Agenzia delle Entrate Riscossione sparse sul territorio per raggiungere i contribuenti.

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Tuttavia, il Governo ha più volte già manifestato il proposito di ritoccare, almeno parzialmente, gli ingranaggi della macchina fiscale, così da attutire l’impatto economico, emotivo e sociale della ripartenza della riscossione. Non meno importante sarebbe la questione pratica: a quali rischi andrebbe incontro la popolazione, ritrovandosi, anche proprio malgrado, assiepata per svariate ore, fuori dagli uffici di AER?

L’ultimo, in ordine di tempo, a pronunciarsi in tal senso, è stato il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, che ha lanciato l’idea di diluire, spezzettare in un arco di tempo sufficientemente lungo, l’invio degli atti esattoriali. A questo, spiega, dovrebbero affiancarsi la possibilità di ricorrere al saldo e stralcio e la rateizzazione resa maggiormente appetibile da sconti ad hoc.

L’ipotesi avanzata da Il Sole 24 Ore è che si decida per un rinvio in extremis delle procedure di riscossione, congelando il tutto per due-tre mesi, in modo da allinearsi alla proroga dello stato di emergenza.

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La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Milleproroghe è avvenuta al fotofinish

Milleproroghe-2021-asta-caseVale a dire il 31 dicembre 2020, e così sono state congelate per ulteriori sei mesi, quindi fino al 30 giugno 2021, non solo le aste delle prime case, ma anche quelle degli immobili destinati a finalità NON abitativa.

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Una decisione dell’esecutivo in tal senso è stata sollecitata e inevitabilmente influenzata dal perdurare della pandemia di Covid19. Le stime dello scorso anno sugli effetti di questa emorragia sanitaria e sociale, per quanto vaghe, erano già pesantemente irrorate dal pessimismo, e adesso, con la seconda ondata che sfuma già nella terza, è inevitabile constatare che piove sul bagnato. Sarebbe quindi inaccettabile, per la collettività, e soprattutto per le fasce di contribuenti più indigenti, vedersi piovere addosso cartelle ed esecuzioni giudiziarie conseguenti a indebitamenti praticamente obbligati.

Il valore aggiunto dell’ultimo Milleproroghe (nome che accorpa i decreti annuali finalizzati a differire l’entrata in vigore di alcuni provvedimenti ed estendere l’efficacia di misure che, invece, sarebbero già dovute scadere) è rappresentato da un importante chiarimento normativo. È stato infatti esplicitato che il congelamento delle aste riguarda anche le procedure esecutive già concluse con l’assegnazione dell’immobile. Sarebbe quindi più corretto parlare, in modo estensivo, di proroga del blocco degli effetti delle vendite giudiziarie.

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