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Italiani e Covid19: qual è la verità?

Il tormentone dei mesi scorsi “andrà tutto bene” ormai è poco più di una barzelletta

IItaliani-Covid19A dimostrarlo, i dati snocciolati dalle associazioni dei cittadini. Un esempio? Gli ammortizzatori sociali, oltre ad essere (stati) erogati in maniera discontinua, frammentaria, e pericolosamente lenta – laddove EFFETTIVAMENTE siano stati percepiti dagli aventi diritto – hanno comunque comportato un “dimagrimento” consistente del reddito. E questo, a cascata, ha determinato il taglio di moltissime voci di spesa: rate del mutuo o del finanziamento, consumi al dettaglio, utenze…

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Federcontribuenti ha fotografato attraverso i numeri la situazione in cui versano gli italiani attualmente. In media, il reddito è diminuito di 1.600 euro, vale a dire 300 euro al mese; la busta paga è stata bruscamente alleggerita di più del quinto del suo ammontare.

Come se non bastasse, la questione delle cartelle esattoriali resta un pressante punto interrogativo. Ma forse sarebbe più corretto definirlo un minaccioso punto esclamativo, in quanto nelle scorse settimane è stato reso noto che a breve il Fisco si riattiverà per “rastrellare” i circa 15 miliardi di imposte rimasti dormienti quest’anno.

Ultimo, ma non meno importante, spiega Federcontribuenti, a gennaio il Governo dovrà mettere meno al deficit pubblico ai fini della sua riduzione. Come fare però? Le opzioni sul tavolo sono la cancellazione del reddito di cittadinanza, o l’istituzione di una tassa sulle classi più agiate. Addirittura si comincia a parlare di un ritorno dell’IMU sulla prima casa…

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Debiti: tutto quello che c’è da sapere sull’atto di precetto

Il Covid19 ha determinato – o meglio, sta determinando – innumerevoli strascichi

Umani, economici e sociali. La cui proiezione sul futuro, a media e lunga gittata, è difficile da determinare, oggi. Certamente, migliaia di nuclei familiari si sono ritrovati costretti a tagliare tutte le voci di spesa NON strettamente connesse alla sopravvivenza. Utenze, rate del mutuo o del prestito, canone di affitto…

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Una domanda, quindi, si agita nella mente. Che succede, adesso? Quale mossa bisogna aspettarsi dal creditore? E soprattutto, cosa è meglio fare: provare a trattare, o semplicemente dichiararsi impossibilitati a pagare?

Tutto parte dall’atto di precetto, la comunicazione formale finalizzata a sollecitare l’estinzione del debito entro 10 giorni onde evitare l’avvio di una procedura di pignoramento, presso terzi o immobiliare.

Attenzione, però. Il Codice Civile prevede un bilanciamento tra i diritti del creditore e quelli del debitore, in quanto stabilisce che l’atto di precetto, per essere valido, deve indicare esplicitamente la possibilità di ricomporre la controversia finanziaria avvalendosi della legge sul sovraindebitamento. Così, spetterà ad un organismo apposito o ad un professionista designato dal giudice tentare di costruire un accordo tra le parti.

L’atto di precetto ha una data di scadenza? La risposta è sì. Deve essere fatto valere dal creditore entro 90 giorni dalla sua emissione. Perciò, entro i tre mesi seguenti deve essere avviato il pignoramento presso terzi, oppure quello mobiliare o immobiliare.

Se però l’atto di precetto non contiene anche uno dei suoi elementi costitutivi (generalità delle parti, richiamo al titolo esecutivo, trascrizione integrale e relativa data di notifica, indicazione residenza o domicilio eletto),  decade sin da subito.

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Covid19 significa anche – anzi soprattutto – valanghe di scadenze che slittano

Rinnovo-patente-Covid19Più che probabile, quindi, che qualcuna venga dimenticata, salvo riemergere, con prepotenza ed all’improvviso, al momento di un controllo da parte delle autorità. Nei mesi neri del lockdown visite mediche, traslochi, aggiornamento della residenza, e rinnovo dei documenti di identità sono state attività praticamente off-limits. Le sedi fisiche preposte erano chiuse, e non sempre era possibile supplire attraverso l’online, per le più disparate ragioni. Così, il Governo ha pensato bene di buttare in avanti la palla, concedendo un po’ di tregua a cittadini e contribuenti.

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Un esempio? Le patenti che sarebbero dovute scadere nella prima metà dell’anno sono state, in blocco, confermate “d’ufficio” fino al 31 dicembre. Se la naturale scadenza è caduta durante l’estate, invece, si può tirare il fiato fino a marzo 2021. Quando sarà trascorso un anno dall’esplosione della bufera Covid19.

Alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni, però, una domanda è d’uopo. Basterà questa “finestra temporale” per ri-allinearci alla vita “normale”, quella che scorreva quasi monotona prima della pandemia?

La risposta rischia di essere no, se pensiamo che già si comincia a parlare di un secondo lockdown. Così, il decreto fresco di approvazione dalla Commissione del Senato avrebbe esteso la proroga al 30 aprile 2021. Fino a quella data, quindi, potremmo circolare con patente e carta d’identità scadute quest’anno senza l’angoscia di essere stangati con multe da migliaia di euro.

Attenzione, però, la questione cambia se si viene beccati alla guida TOTALMENTE sprovvisti di patente. Ovvero, senza averla MAI conseguita: la multa, in questo caso, può arrivare a quota 5mila euro ed essere accompagnata dal fermo amministrativo trimestrale. Se la trasgressione si ripete nei successivi due anni, può scattare anche l’arresto.

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